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| Intervista | ||
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A colloquio con Liliana Moro al lavoro sul progetto dell’installazione con elementi in cls alla Fabbrica del Vapore di Milano di Emanuela Perego? Lei come artista, nonostante molte esperienze all’estero o in altre parti d’Italia, è sempre rimasta legata a Milano. Attualmente collabora con Careof & Viafarini, una delle associazioni che parteciperanno al progetto avviato dall’Amministrazione Comunale della Fabbrica del Vapore. Ci vuole parlare di questa iniziativa e del rapporto che la città ha con l’Arte? La Fabbrica del Vapore è uno spazio-laboratorio, ricavato riadattando un vecchio insediamento industriale, dedicato ai giovani artisti ma aperto a tutta la città dove l’Arte, in tutte le sue manifestazioni, sarà protagonista. È un tipo di esperienza che all’estero ha suscitato entusiasmo e interesse non solo negli artisti ma anche nella gente, dal momento che costituisce un’importante occasione di incontro per tutti. In Italia le persone “non addette ai lavori” hanno poche possibilità di conoscere l’arte contemporanea che rimane quindi riservata ad una élite ristretta; i nostri musei inoltre sono molto strutturati e quindi generano un senso di inadeguatezza nel cittadino comune che magari non ha una grande cultura artistica alle spalle ma che comunque è interessato all’arte. ?Uno degli obiettivi della Fabbrica del Vapore è quello di essere un punto di incontro tra giovani di talento e soggetti privati, aziende o società, che siano in grado di favorire o sostenere l’aspetto produttivo legato all’attività dei laboratori. I privati da sempre svolgono un ruolo fondamentale per gli artisti sostenendoli finanziariamente in modo diretto, quindi con l’acquisto delle loro opere, o indirettamente, quando sponsorizzano eventi o manifestazioni. ?Per ricordare il 50° anniversario di attività, la Vibrapac parteciperà con Careof & Viafarini agli “Eventi” previsti dalla Fabbrica del Vapore la prossima primavera nell’ambito dell’inaugurazione dei nuovi spazi realizzati recentemente con la seconda trance di lavori di ristrutturazione; per quest’occasione lei è stata invitata a proporre una sua interpretazione degli elementi in cls. La proposta della Vibrapac mi è sembrata interessante proprio per i motivi che ricordavo sopra; il fatto che un’azienda decida di partecipare a questa iniziativa non solo sponsorizzando una manifestazione ma anche impegnandosi a costruire concretamente i nuovi spazi di “Careof & Viafarini” e del loro centro di documentazione arti visive, rappresenta sicuramente una conferma a proseguire sulla strada che si è intrapresa. Personalmente vedo questa collaborazione come una sfida; non ho mai lavorato prima d’ora con gli elementi in cls e, dal momento che sono per natura curiosa e aperta a nuove esperienze, mi stimola la possibilità di sperimentare qualcosa di diverso. |
Liliana Moro Liliana Moro nasce a Milano, dove vive e lavora. Nella stessa città si diploma presso l’Accademia di Belle Arti di Brera e fonda, nel 1989, insieme ad altri artisti, lo spazio di via Lazzaro Palazzi, dove, nel 1990, terrà la sua prima personale. Nel 1991 partecipa alla mostra Una scena emergente, al Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato. I lavori di questo primo periodo evidenziano la costruzione di un linguaggio leggero e del tutto personale che non aspira più a una visione oggettiva del mondo: “Le sue opere non pretendono di scomporre né di analizzare la realtà, bensì la circoscrivono, la reinquadrano. Sono territori di un’esperienza individuale (quella dell’artista, ma anche, e soprattutto dello spettatore) che invitano ad andare oltre ciò che è visibile. Liliana Moro coerentemente e tenacemente riafferma un modello di visione, e non di immagine, e un’attenzione alla ciclicità del tempo, o meglio, Durante gli anni Novanta tiene numerose mostre personali in Italia e all’estero, presso gallerie private e istituzioni pubbliche, tra cui ricordiamo l’ARC Musée d'art moderne de la Ville de Paris (1993), il MUHKA Museum voor Hedendaagse Kunst di Anversa (1996), la Fondazione De Appel, ad Amsterdam (1999); partecipa a importanti collettive, tra cui Ultime generazioni, Quadriennale Nazionale d’Arte di Roma (1996); Wounds: Between Democracy and Redemption in Contemporary Art, al Moderna Museet di Stoccolma (1998); Minimalia, al P.S. 1 Contemporary Art Center di New York (1999) e la prima Biennale di Valencia in Spagna, nel 2001. Nel novembre 2004 la Fondazione Ambrosetti le dedica la prima mostra antologica, in occasione della quale è pubblicato un catalogo a cura di Loredana Parmesani e Cecilia Casorati che raccoglie un’ampia documentazione fotografica del suo lavoro e una ricca antologia di testi critici.
In alto - Liliana Moro a confronto con campionature del materiale che utilizzerà per la sua installazione alla Fabbrica del Vapore di Milano prevista per il prossimo aprile. Nella foto in basso a sinistra: |